Iniziò tutto con un KATLANG!

KATLANG!!!
Oddio… cosa è stato? E poi… Katlang? Che rumore sarebbe? Un qualcosa di metallico forse? Potrebbe trattarsi del suono che fa una pentola quando cade… una pentola in cui bolle qualcosa di molto speciale.
Dietro questa curiosa onomatopea si cela un gruppo di giovani creativi, ex studenti della Scuola Internazionale di Comics di Firenze, che si sono avviati coraggiosamente lungo la strada dell’autoproduzione e con tanto sudore e inchiostro hanno creato un qualcosa di veramente unico e originale.
Ce ne ha parlato Giulio Bonatti, uno dei fondatori della fanzine Katlang!.
Parlaci del gruppo Katlang!….come mai questo nome così particolare?
Il gruppo è nato tra i banchi della Scuola Internazionale di Comics a Firenze. Abbiamo dato vita a questa fanzine con l’intenzione di mettere in pratica le conoscenze acquisite ed entrare nel mondo del fumetto. Del nucleo originario siamo rimasti in 6, ma intanto si sono aggiunte anche altre persone e direi che tra freelance e fissi siamo arrivati a contare una dozzina di persone!
Abbiamo scelto “Katlang!” perché ci fu una esercizio alla Comics e uno di noi sbagliò onomatopea facendo cadere un fulmine con un “Katlang!”. Ci siamo affezionati a questa parola. Abbiamo scelto di tenere anche il punto esclamativo che ha un qualcosa di prorompente e spontaneo.
Avete scelto di autoprodurvi, il ché vi dà molta libertà….ma ha anche dei lati negativi?
La libertà che ti garantisce l’autoproduzione è un grande pregio, specialmente quando sei agli inizi e vuoi farti conoscere.
I lati negativi sono legati soprattutto alla distribuzione. Non puoi distribuire in edicole e librerie se non in contovendita. Ciò comporta delle percentuali sulle vendite ma il problema è che il rapporto è molto più personale. Può essere anche vista come una cosa positiva perché è un efficace metodo di autopromozione, però riesci a spargere solo fino a dove arrivi con le tue mani. Inoltre l’investimento spetta a te e questo non è un problema da poco.
Internet quanto vi ha aiutati?
Volendo internet sarebbe lo strumento perfetto. Ci sono tantissimi fumetti su internet, chiamati e-comics. Moltissima gente si autoproduce così, senza alcun tipo di spesa. Sono diffusissimi in tutto il mondo facilmente visibili da tutti ma a noi piace la carta. Abbiamo un attaccamento quasi feticista all’oggetto. Inoltre, ci sono cose che con internet non puoi fare. Certi nostri progetti, come il fumetto a forma di cubo o comunque con il quale è necessario interagire, non sarebbero realizzabili.
Noi rimaniamo ancorati alla carta.
Come sono nati certi vostri progetti, come il fumetto cubico o al metro?
Il fumetto al metro è stata un’idea generale. Eravamo stufi di fare il libriccino classico per venderlo. Fare il fumetto al rotolo si è rivelato però controproducente perchè costa un’infinità e le tipografie ti prendono per pazzo! Ma abbiamo portato avanti il progetto perché ci piaceva dare l’idea di macelleria, di un’attività artigianale. Rispecchia il nostro stile. Tanti altri progetti sono individuali perché anche se noi facciamo parte di un collettivo, ognuno ha la libertà di portare avanti le sue intuizioni personali, sfoggiando il marchio Katlang! e usufruendo della visibilità di un blog comune.
Quali sono state le vostre più grandi soddisfazioni nell’evoluzione del vostro progetto?
Essendo un mondo abbastanza piccolo, quello del fumetto, parlare con un fumettista o un editore è facile. Specialmente in Italia dove il mercato è abbastanza ridotto. C’è la possibilità di conoscere e contattare tutti. Quando inizi ad avere visibilità e ad essere riconosciuto e apprezzato è una grande soddisfazione. Può succedere anche che il tuo eroe personale ti riconosca per il lavoro che hai fatto e si ricordi anche il tuo nome e questa è una cosa unica.
Quali sono i vostri eroi personali?
Il mio personalmente è Chris Ware, disegnatore americano che però non sono mai riuscito ad incontrare. Un altro però è Paul Karasik che è stato nostro insegnante alla Scuola di Comics. Ora ha vinto un Eisner award che è il riconoscimento più importante all’interno del mondo del fumetto in America e noi possiamo dire di conoscerlo! In un mondo così piccolo è una cosa eccezionale!
Cosa pensate delle scena del fumetto autoprodotto?
La faccenda dell’autoproduzione sta prendendo molto piede.
Soprattutto negli Stati Uniti dove c’è una grande tradizione di fumetto underground, a partire da Robert Crumb e dagli anni 70 in poi. Anche l’Italia ha visto nascere questo tipo di movimento, sempre negli anni ’70-80, che purtroppo però si era un po’ assopito fino ad oggi.
Ora stiamo vivendo un po’ una rinascita perché stanno venendo fuori moltissime manifestazioni dedicate totalmente alle produzioni indie. Il Crack a Roma presso il Forte Prenestino, per esempio. Moltissime fiere affermate, come Fullcomics a Piacenza, Komikon a Napoli, Luccacomics, si stanno organizzando per dare più spazio alle autoproduzioni. Luccacomics da tre anni dedica un’area alle autoproduzioni dando la possibilità agli autori di accedere ad uno stand a prezzo scontato. Anche al BilBolBul di Bologna c’è una grande attenzione per le autoproduzioni anche perché è una città che ospita realtà importanti come Lamette, Toczine, Ernest e il gruppo “Canicola” che ha vinto il premio come miglior autoproduzione europea nella scorsa edizione della fiera di Angouleme, la fiera del fumetto più grande a livello europeo. Siamo sempre più numerosi e c’è sempre più attenzione nei nostri confronti ed è bene essere ottimisti.
Avete progetti per il futuro?
Abbiamo fatto una mostra a Montevarchi e ora stiamo lavorando in modo da essere pronti ad andare ad Angouleme l’anno prossimo. Alla fine Katlang! è una cosa gestita, per ora, a livello amatoriale e sta seguendo un’evoluzione. Siamo partiti facendo la nostra fanzine e presentandola stand della scuola ma finita la scuola abbiamo preso uno stand per conto nostro nella self area di Lucca e ci siamo stampati le nostre cose. Poi abbiamo fatto un salto di qualità cercando di capire quali siano le possibilità dell’autoproduzione e stiamo andando avanti da lì.
Ora a Marzo saremo contemporaneamente al Fullcomics e al BilBolBul.
Potete comunque seguirci e tenervi aggiornati sulle nostre iniziative su www.katlang.altervista.org e katlang.blogspot.com.









