Music on the (Net)Label #4: inv3rno netlabel

Quarto appuntamento per il nostro giro nel mondo delle net label e della distribuzione della musica su internet. Quattro numeri e due interlocutori: a parlarci infatti della Inv3rno Netlabel sono le due menti che l’hanno partorita, Renok e Tobler. E se dalle quattro e cinque domande si parla per pagine vuol dire che di cose da dire ce ne sono sempre molte. Dopo il link tutta l’intervista.
Quando nasce il progetto per la Net Label e soprattutto quali sono le ragioni che hanno spinto a fare questo passo?
Renok – Nasce nel 2004 in modo molto naturale. Io e Tobler ci accorgemmo della scena netlabel europea scaricando e ascoltando molte di quelle fantastiche produzioni. “E in Italia?” ci siamo chiesti. Da li il passo è stato beve.
Tobler – Il nostro progetto è nato nell’afosa estate del 2004. Le ragioni sono un po’ più oscure: sicuramente la voglia di lanciare un marchio personale dove la scelta soggettiva dei generi e stili fosse messa in primo piano, rispetto a mode o tendenze del momento. Posso affermare senza problemi che questo è rimasto uno dei capisaldi di inv3rno.
E’ innegabile che la distribuzione di mp3 si associa quasi automaticamente nella testa delle persone al download gratuito. E’ la sola relazione possibile che si può creare?
Renok – È innegabile che per buona parte delle persone passi il pensiero di mp3 come musica da scaricare gratuitamente. Ma si è ormai affermato da un pezzo anche il pensiero di musica da scaricare a pagamento. Basti pensare a progetti di successo come Itunes (uno per tutti), Bleep, Beatport. Per quanto riguarda le netlabel, già da qualche anno, si avverte il bisogno diffuso di recuperare qualche soldo dalle proprie produzioni e alcune netlabel storiche hanno cominciato a vendere le proprie release.
Francamente non ci vedo nulla di male. Chi dice che una netlabel debba solo regalare la propria
musica?
Tobler – Non avendo assolutamente le idee chiare in merito, cercherò di fare un veloce brainstorming personale sulla questione che coinvolge qualsiasi fruitore di musica contemporaneo. In primo luogo fatico a concepire l’acquisto di mp3 e più in generale di software, in quanto elementi eterei, impalpabili. Io associo il gesto di compravendita, forse in qualità di perfetto feticista, a qualcosa di tangibile, vero, materiale. Qualcosa che mi fa sentire drammaticamente unico nel possederla, sapendo che per una copia venduta a me ne scompare un’altra dal mondo esterno. L’estrema duplicabilità dell’mp3 sgretola questa sensazione; ho comprato un’entità “logica” che con una semplicissima riga di codice può essere clonata nell’eternità di internet. Potrei azzardare un paragone “cartesiano” dove l’acquisto del brano digitale sul sito/netlabel/negozio online corrisponde allo
sviluppo verticale, molto ridotto nelle sue dimensioni, in contrapposizione ad un estesissimo segmento orizzontale associato alla possibilità dello stesso brano di essere diffuso, copiato, duplicato. Certo di aver solamente confuso il lettore, aggiungo che molto spesso mi domando cosa spinge un utente a comprare un mp3 online. Dubito che le hit commerciali vengano acquistate vista la disponibilità elevata di queste nei sistemi peer to peer: ma perchè? Credo che il brano pop venga fruito da ascoltatori che ricercano nella musica una forma generica di divertimento, di allegria e compagnia al contrario di quelli più “indie” che vivono l’esperienza sonora come un momento intenso, direi addirittura “sofferto” e ricco di suggestioni. Quindi probabilmente sono questi ultimi che si affezionano maggiormente all’artista, sentendosi in dovere di tributarlo per le emozioni suscitate e di portargli rispetto per ciò che offre. Di conseguenza immagino questi ultimi i potenziali acquirenti di musica online che forse non comprano per possedere, bensì per omaggiare la fatica del musicista preferito. Come inv3rno potremmo riflettere molto su questo scenario.
Q – Molte netlabel, fra cui voi , si specializzano su un ristretto genere musicale rispetto alle label discografiche che pubblicano su un supporto fisico. Io la vedo come una possibilità di identificazione e rappresentazione più marcata sul web. E’ più o meno così?
Renok – Ciò che caratterizza in maniera più pesante una netlabel è in mia opinione il tipo di ascoltatore che segue il progetto. Una netlabel pubblica musica scritta da producer per altri producer (o persone che in qualche modo hanno a che fare con la musica). Chi scarica questa musica lo fa perché sa di potersi confrontare con persone che stanno fabbricando lo stesso tipo di musica. Sono le relazioni tra questi soggetti a marcare i confini di progetto e d’identità, piuttosto che la semplice specializzazione in un genere.
Tobler – Ho notato questo aspetto in diverse netlabel e la ritengo una mossa oscillante tra il molto saggio e il molto pericoloso. In generale sono convinto che qualsiasi attività umana si debba contraddistinguere in qualche modo per uno stile portante, per non cadere nel baratro del copia e incolla. Non condivido molto la strategia di marketing di quelle netlabel che assumono le sembianze di un raccoglitore generico, perchè si portano appresso il grande problema della non-selezione; non solo il rischio di offrire materiale scadente è dietro l’angolo, ma credo che qualsiasi utente, anche quello più volenteroso, si stanchi di filtrare una ad una tutte le release di cataloghi spesso immensi per trovare del materiale che molto probabilmente non soddisferà le sue esigenze. Dalla parte opposta mi spaventa l’estrema selettività di alcuni progetti che propongono un solo genere di
produzioni: al momento del declino della moda ad esso associata rischiano di trovarsi in mano un catalogo pressochè inutile e un’immagine da ricostruire da zero, perchè legata al suddetto genere oramai fuori dai gusti comuni. Dunque il lavoro per tornare a galla si triplica.
Avete comunque mai pensato di fare delle uscite “fisiche”?
Renok – Parecchie volte.
Tobler – Abbiamo in mente un paio di progetti che cercheremo di mettere in atto tra qualche tempo; sono particolarmente affascinato dalle uscite fisiche in quanto “gadget” da proporre agli addetti ai lavori, senza contare la mia estrema passione per il vinile. Ho già deciso che in futuro investirò il mio 5 per mille ai “test pressing” di inv3rno.
Come appassionato musicale, che rasenta il feticismo, ho una passione smodata per il supporto, spesso se mi da qualcosa “di più” della sola musica (e ne è un esempio il fatto di come il vinile sia preferito da molti rispetto al cd). Chi decide di mettere su una netlabel fa il percorso inverso? Annienta il “di più” per lasciare la sola musica?
Renok – Vengono fatte delle scelte. Il vinile non lo si può spedire attraverso il cavo ethernet purtroppo (molti apprezzerebbero). L’mp3 lo si può spedire in giro per il mondo molto rapidamente e piuttosto facilmente e non sarebbe mai nato il fenomeno netlabel se non fosse stato così.
Io apprezzo questo ventaglio di possibilità che si è creato. Significa che posso scegliere e che possono nascere e crescere realtà molto differenti.
Tobler – Siamo stati coscienti di questo “di più” annientato sin dalla prima apparizione del 2004. Ci sono molte etichette che propongono in parallelo release in vinile e release in mp3. Interessante, però non vorrei che le uscite del secondo tipo diventassero l’appendice scadente del catalogo, quelle che non soddisfano lo standard adeguato per essere stampate. La nostra filosofia prevede l’assenza del supporto che però viene compensata dal “mood” generale di una release. Per ricollegarsi ad un paio di domande precedenti, non vogliamo limitarci ad offrire un archivio zip con dentro gli mp3 e la grafica di copertina, perchè una strategia del genere trasformerebbe inv3rno in una banalissima pagina web dove posteggiare il materiale, contornato da una serie di informazioni testuali, in verità anche abbastanza ridicole. Vogliamo fare in modo che ogni release inv3rno sia una piccola gemma compatta nel suo stile personale e chiaramente identificabile, a partire dal sound per arrivare alle follie delle press release, passando per le diverse modalità di promozione, altrettanto surreali. In altre parole cerchiamo di colmare la mancanza del supporto con l’offerta di un’esperienza utente. Sicuramente c’è ancora molto lavoro da fare (si teorizzava addirittura una ipotetica inv3rno-religione), ma per adesso il progetto sta rispettando le linee guida iniziali.
Le prossime uscite in cantiere?
Renok – Il grandissimo Andy Violet degli Oem Quartet e che ammiro tantissimo.
Tobler – Abbiamo prima di tutto una speciale sponsorizzazione da parte di inv3rno stessa nei confronti di un progetto musicale assolutamente sperimentale, di cui non voglio rivelare ancora nulla. Non sarà esattamente una release ma ci sarà molto materiale da assaporare. Per quanto riguarda il catalogo vero e proprio si inizia ad intravedere un personaggio veramente interessante, Andy Violet, già ascoltato come secondo componente degli Oem Quartet. La release è intensa, assolutamente no dancefloor ma ricca di spunti per un perfetto viaggio mentale.










May 8th, 2010 at 10:18 pm
ragazzi i miei complimenti! questo tour delle netlabel è iper cool!
June 22nd, 2010 at 1:42 am
bravy tutty!
July 21st, 2010 at 1:19 am
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August 30th, 2010 at 6:33 pm
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